1° luglio. Come dare brutte notizie. 8 punti essenziali per CEO, HR, Manager

Cosa rende l’esperienza di comunicare un licenziamento una delle esperienze più difficili da gestire?

Perché diventiamo esitanti nel farlo? principalmente per queste 4 ragioni:

  • Empatia: entrare in empatia con chi riceve la brutta notizia rende   più difficile comunicare il provvedimento.
  • Inesperienza: se non c’è l’abitudine a comunicare brutte notizie diventa più difficile farlo
  • Paura: delle reazioni dell’altro e di come riuscire a gestirle: piangerà, urlerà, diventerà aggressivo?

Tengo per ultimo quello che meno preferisco e che invito a non tollerare, mai:

  • La paura di diventare impopolari

Molto probabilmente, a meno che tu non sia esperto nel comunicare cattive notizie, sarà un’esperienza complicata ma formativa nel migliore dei casi, molto temuta nei peggiori. Di seguito qualche pratico consiglio che ti permetterà di capire che non sei solo in questa sfida e come far fronte alla difficoltà della circostanza.

 Non procrastinare

Se s’ha da fare fallo subito! Prendere tempo potrebbe far peggiorare la situazione e renderti sempre più nervoso e la persona sarà impegnata su un’attività per più tempo del necessario, andando a perdere quelle finestre stagionali dove la ricerca di lavoro è più proficua. Non sarebbe giusto né per l’azienda, né per la persona interessata.

Chiaro, diretto e conciso.

Specialmente quando si è nervosi si tende a prendere il discorso alla larga senza far capire all’altro cosa sta succedendo e creando in lui un’attesa ancora più ansiogena. Sa che c’è qualcosa che sta succedendo ma non capisce cos’è. Meglio andare dritto al punto come un arciere. Se passati 120 secondi dall’inizio del meeting la persona non ha ancora capito, c’è un problema! Non farcire il discorso di informazioni inutili ed, ancora peggio, evita la cosiddetta tecnica del sandwich, se devi licenziare una persona non elencare i suoi punti forti in fase di apertura, lo destabilizzerai. Vai dritto al punto o creerai confusione e preoccupazione aggiuntiva.

Sii assertivo

il principio della comunicazione assertiva ti aiuterà nella comunicazione di notizie spiacevoli

Non scaricare sull’altro le tue emozioni

Con frasi tipo: “ci sto davvero male per questo, per favore non piangere” – “è già difficile dovertelo comunicare, per favore non entrare in ansia” – “sto soffrendo quando te”.  Manager avvisato mezzo salvato, se poi vi arriva una “zidanata” non dite che non ve l’avevo detto.

Tu stai rappresentando la tua azienda, non incolpare altri

Comportamento inaccettabile di quei manager che prendono le distanze dal provvedimento sabotandolo e dichiarando che non è una loro decisione e che sono mandati dalla direzione. Vi assicuro che fate una pessima figura con l’interlocutore e siete mancanti nel rapporto di fiducia con la vostra azienda. Non importa che tu sia d’accordo o meno con il provvedimento, se sei la persona designata nella comunicazione ne hai la responsabilità e di essa rispondi.

Lascia che le persone si esprimano a loro modo e con i loro tempi

Potrebbero essere tristi, molto tristi ed iniziare a piangere, arrabbiati, molto arrabbiati e sbattere i pugni sul tavolo, sconvolti e destabilizzati o semplicemente ed inaspettatamente consci che quel momento sarebbe arrivato. Sii paziente e non interrompere per alcuna ragione al mondo il flusso di emozioni iniziali.

Non razionalizzare

Le emozioni del momento saranno irrazionali, non provare a dargli una forma

L’ambiente

Trova un posto idoneo, che sia riservato ed assicurati di non venir disturbati (cellulare silenziato).

E’ difficile e ci saranno momenti e persone con cui non riuscirete a rispettare nemmeno la metà della lista dei punti che vi siete preparata, l’importante è tenere a mente che siete lì per l’altra persona e che dovete fare del vostro meglio per metterla nella condizione di ricevere la comunicazione nel migliore dei modi. Non concentratevi su di voi ma sull’altro.

9 punti possono sembrare molti, tieni a mente almeno questi quattro:

  1. Location: la comunicazione va trasmessa in un posto idoneo
  2. Messaggio: non deve essere ambiguo
  3. Tu: devi essere accogliente
  4. Tempo: la durata la decide l’altro, lasciagli il modo di esprimersi a suo modo e con i suoi tempi.
Condividi questo articolo